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Marco, nipote di IMI, dopo la commemorazione nella cava dove vennero uccisi 127 deportati italiani

Berlino, giorno 5: ultima tappa per il Viaggio della Memoria, a Treuenbritzen, sul luogo dove il 23 aprile 1945 vennero giustiziati 127 IMI italiani. L’hashtag del viaggio è #ilfuturononsicancella, che è vero. Aggiungerei anche che il #futurononèscritto. Non so che idea di futuro avessero quei 127 ragazzi di allora, ma ricordarli, oggi, significa ripetersi ancora una volta che la “memoria” non ha quasi mai a che fare con il passato, ma sempre con il futuro. Io, per esempio, quando penso a mio nonno Alcide – che fu anch’esso un IMI – lo immagino comunque proiettato al futuro perché la scelta che fece 70 anni fa – la scelta “giusta” – influenza tantissimo la mia vita oggi. Ai ragazzi stupendi che hanno condiviso questa esperienza, e a noi stessi, si rivolge dunque il “lacio drom” del popolo rom, dove il “buon viaggio” indica non tanto la strada, quanto la capacità di scegliere quella migliore.

Marco Truzzi

 

Lacio Drom
Il monumento a Treuenbrietzen, con i fiori appena posati dagli studenti reggiani