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La cupezza di Ravensbrück e quella provocata da un presente che non migliora

Era un campo nero, cupo e devastato come devastate erano le anime delle persone; devastate dalla fame, la poca igiene e dalle torture.
Per le vittime non c’era dignità, accatastate una sull’altra nude, bruciate e le ceneri buttate nel lago.
Per le SS non c’era coscienza, come si fa a uccidere delle donne, bambini e uomini senza provare sentimenti e sensi di colpa perche esserci, tra quegli internati, anche loro parenti, amici e conoscenti.

Anche OGGI CI SONO SITUAZIONI DI QUESTO TIPO, COME LE TORTURE DELL ISIS E I MURI DI TRUMP. ANCHE OGGI IL RAZZISMO E’ MOLTO PRESENTE.

 

Andrea Costi – 5H Istituto Motti – Reggio Emilia

 

Era un campo nero
Studenti e viaggiatori rileggono le storie delle prigioniere del campo