Ripercorrendo i luoghi principali in cui avvenivano gli efferati delitti contro i deportati, attraversando questo luogo così concreto quanto surreale, non era solo il mio corpo a muoversi nello spazio ma anche la mia mente, che macinava pensieri.
Calpestando il soffice terreno di Auschwitz-Birkenau mi sono trovato in un vortice di informazioni che hanno suscitato in me rabbia, angoscia, tristezza, vergogna. Più di tutte però, lo stupore. Più di una volta mi sono domandato come fosse stato possibile trattare questa come normale amministrazione commettendo tali abomini contro altre persone; come si potesse pensare e credere in modo così testardo e sicuro di avere il diritto di interrompere di botto la quotidianità e la vita di altri esseri viventi. È la “normalità” con cui tanti ignoravano, vivendo la loro vita, e con cui gli ufficiali svolgevano i loro compiti ad angosciarmi. Pensare che fosse normale e giusto considerare altre persone inferiori e trattarle di conseguenza, convinti di aver ucciso per una giusta causa.
Riconosco nel viaggio della memoria un’esperienza importantissima, per ricordare e da ricordare, facendo sì che una violenza tanto inaudita rimanga solo una pagina nera della storia.
5B Zanelli

Attraversando Birkenau, dal cuore del memoriale
