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Un dialogo a più voci ispirato da uno dei momenti più importanti del Viaggio 2017
Giada
Dove: ho lasciato il mio fiore appoggiato a un palo di cemento della recinzione all’inizio del campo.
Perché: il fiore per me simboleggia rinascita e bellezza, mentre il filo spinato è un limite per la mente e il corpo. Mi sembra molto toccante il contrasto tra il piccolo fiore bianco e la grande distruzione intorno.

 

Davide
Dove: Ho lasciato il fiore nella baracca con i lavabo, sotto quella che a mio avviso è una delle frasi più simboliche dello sterminio da parte dei nazisti: “Das Biest will nicht kaputt gehen!” (la bestia non vuole rompersi).
Perché: Questa frase mi ha colpito profondamente perché rappresenta precisamente il cinismo e la disumanità dei nazisti nei confronti dei prigionieri dei lager.

 

Ella
Dove: Io ho lasciato il mio fiore nella stanza a fianco dei dormitori, in cui i prigionieri ricevevano la razione di cibo giornaliera.
Perché: Ci è stato raccontato come i prigionieri non avessero abbastanza cibo e cercassero dei modi ingegnosi per dividerselo. A me sono sembrati comportamenti commoventi per portare ordine in mezzo a tanta cattiveria.

 

Ambra e Francesca
Dove: Abbiamo lasciato i fiori nella fossa delle fucilazioni.
Perché: Ci ha lasciato senza parole pensare che persone innocenti siano state uccise così brutalmente e senza un valido motivo.
Classe 5H – Istituto Tricolore – Reggio Emilia

Blumen an Sachsenhausen
Le viaggiatrici della Memoria sistemano i loro fiori nel campo di concentramento.