Una camminata

Una camminata

Abbiamo scelto questa foto perché tra noi ragazzi molta gente si lamentava di camminare troppo, ma se pensiamo a quelle povere persone che camminavano, talvolta anche scalzi, in contro a una morte certa, la nostra non era nulla.
Invece loro l’avrebbero fatta volentieri una camminata come la nostra.

Enea Cibiroli e Alex Margini, classe 5A, Istituto Gobetti Scandiano

Semplicemente un uomo

Semplicemente un uomo

“Chi salva una vita, salva un mondo intero” Oskar Schindler (dal Talmud)

Salvando circa 1100 ebrei, Oskar Schindler venne considerato da molti un eroe, quando in realtà si comportò semplicemente da uomo: non ha considerato gli ebrei come individui inferiori ma come vite degne di essere vissute.

Asia Benassi, Iman Boujarfa, Noemi Ferrari e Camilla Roselli – classe 5E Liceo scientifico, Istituto Gobetti Scandiano

Rassegnazione e resistenza

Rassegnazione e resistenza

L’opera, situata nel quartiere Podgórze, raffigura cinque ebrei simbolo dell’intera ebraicità che ha subito l’inferno dei campi di concentramento e le ingiustizie.
Il monumento presenta al centro un buco che rappresenta una frattura che non si può risanare, ovvero le perdite che gli ebrei hanno dovuto subire tra il 1943 e il 1945.
I volti, chinati verso il basso, simboleggiano l’oppressione imposta dal regime nazista.
Le mani presentano un’alternanza tra palmo chiuso e aperto, in cui il palmo aperto rappresenta la resa al nazismo e la rinuncia alla speranza, mentre quello chiuso la volontà di sopravvivere e mantenere la dignità umana.

Lorenzo Asinari, Michael Laganà, Luca Mattioli Luca e Inva Myzyri – classe 5E Liceo Scientifico, Istituto Gobetti Scandiano

Oltre la diversità

Oltre la diversità

Nazionalità che va oltre la diversità. Per continuare a sentirsi un popolo, siccome la loro patria fu soggetta a disgregazioni nel corso della storia, i polacchi svilupparono un forte sentimento di nazionalismo. Infatti durante la Seconda Guerra Mondiale combatterono fianco a fianco, contro i nazisti, ebrei e cattolici. Questi ultimi rischiarono e persero le loro vite per esseri umani che consideravano loro pari e ugualmente degni di vivere.

Irene Montruccoli, Chiara Ferrari e Valeria Teterin – classe 5E Liceo Scientifico, Istituto Gobetti Scandiano

Pugni stretti, mani aperte

Pugni stretti, mani aperte

Cinque uomini vittime del terrore nazista a testa china e sguardo basso.
Il loro cuore è stato tragicamente spezzato via e quei buchi non saranno mai più risanati.
Le mani di questi uomini con forma diversa ci dimostrano due sentimenti contrastanti.
Pugno, simbolo di forza e resistenza, si alterna a mani aperte.
Per quanto ci si provi a tenere i pugni stretti e resistere fino alla fine arriva un momento in cui questi si sciolgono, non si riesce più a combattere e la mano si stende; ciò non in senso di sconfitta ma di rassegnazione e impossibilità a reggere.

Meigi Zhupa, Valentina Zannoni, Ilaria Vena, Gaia Tondini (insegnante Cecilia Leonardi – classe 5A, Istituto Gobetti Scandiano

Lati diversi

Lati diversi

Durante il terzo Reich vennero alla luce due diversi lati della medicina: Il più terribile e disumano dell’Aktion T4, tramite il quale la medicina è diventata un ulteriore strumento di sterminio; quello di medici e farmacisti come Tadeusz Pankiewicz che hanno messo a rischio la propria vita e quella dei famigliari per perseguire il vero fine della medicina: curare chiunque ne abbia bisogno. Premiato con la medaglia di “Giusto tra le nazioni”, in realtà Pankiewicz ha sempre ammesso di non aver fatto nulla di speciale, ma solo ciò che ogni uomo normale avrebbe dovuto fare.

Questo uomo “normale” è colui che riconosce nell’altro un essere umano e lo rispetta nella sua diversità, non lasciando che questa diventi uno strumento di discriminazione.

Samuele Giberti, Marco Guidetti, Matteo Spaggiari – classe 5E Liceo Scientifico, Istituto Gobetti Scandiano