Un orrore impensabile

Un orrore impensabile

Ieri abbiamo visitato i campi di Auschwitz e Birkenau. Al mattino siamo andati al centro di sterminio, enorme, vastissimo. Ma quello che ci ha colpito di più è Auschwitz I. Non perché sia il luogo peggiore, ci hanno spiegato che la stragrande maggioranza delle uccisioni è avvenuta a Birkenau, il luogo dello sterminio puro. Ma oggi il museo principale è Auschwitz, nelle casette di mattoni a cui si accede passando per il celebre cancello con la scritta metallica.

Nelle stanze ci sono reperti che vanno oltre l’orrore. Molti non li conoscevano, perché non si possono fotografare e quindi non si vedono mai, nei libri e nei servizi in tv. Ci sono degli enormi intrecci di capelli, venivano presi dalle donne appena ammazzate e trasformate in calze, cuscini, vestiti. È troppo. Non è concepibile per noi. E lo stesso vale per le scarpine dei bimbi, per le braccia e le gambe di legno per i mutilati, per i pettini. O per le foto degli esperimenti dei bambini. È tutto terribile, tutto oltre che quello pensavamo. Ci è servito, di questo siamo sicuri.

Istituto Mandela, classe 5°

Così grande e così impressionante

Così grande e così impressionante

Oggi abbiamo visitato Auschwitz e Birkenau. Dopo il lunghissimo viaggio per arrivare in Polonia, abbiamo iniziato subito con la tappa principale del Viaggio!

È stato stranissimo. Ne avevamo parlato a scuola, avevamo visto i film e le foto. Ma vedere tutto con i nostri occhi è un’altra cosa. È una cosa diversa, le foto ti fanno vedere tutto insieme, lì davanti è tutto enorme, ci giravamo e vedevamo solo campo. Poi i racconti, sono impressionati. E a noi è andata bene, c’era caldo.

Anche al pomeriggio era difficile credere a quello che si vedeva. Non sappiamo cosa ci resterà, per ora è una bella botta.

Istituto Mandela, Classe 5°

Fuori dal tempo e dallo spazio

Fuori dal tempo e dallo spazio

Nowa Huta: ci è sembrato un luogo fuori dal tempo e dallo spazio. Il racconto delle guide ci ha colpito per la spontaneità con cui raccontavano anche le loro memorie famigliari e personali. È stato strano vedere realizzato il socialismo, vederlo nella sua quotidianità. Fatti e storie che noi studenti studiamo solo nei libri e che sentiamo molto lontani da noi.

Ilaria, Sabrina, Patrick, Achraf – Istituto Silvio D’Arzo, 5A liceo