Eppure siamo liberi

Eppure siamo liberi

L’esperienza vissuta durante questo viaggio mi ha permesso di riflettere a lungo su vari temi, tra cui quello della libertà personale che ognuno di noi possiede oggigiorno, alla quale non viene attribuita l’importanza e il valore che merita.

Spesso noi adolescenti ci costruiamo barriere mentali che limitano le nostre possibilità e frenano la nostra persona, provandoci di vivere serenamente la quotidianità.

Eppure siamo liberi, l’unico filo spinato è costituito dalla nostra mente.

Auschwitz mi ha insegnato che la sofferenza ha confini ben più estesi di quelli che conosciamo e che essa è stata voluta da esseri umani e approvata dal mondo.

Troppo spesso ci soffermiamo su sfumature e dettagli poco importanti della vita e ci dimentichiamo di quanto siano fondamentali altri valori, ad esempio l’unione famigliare, che più di tutto sono venuti a mancare alle persone internate nei campi.

Questo viaggio, oltre ad averci reso importanti testimoni, è stato un insegnamento di vita e un efficace mezzo di crescita personale.

Federica Boselli, classe 5F, Istituto Galvani-Iodi

Io ricordo

Io ricordo

Sul gradino del vagone posto sulla “Judenrampe”: “Io ricordo le vittime del nazionalsocialismo”.

Ebrei, partigiani, omosessuali, oppositori politici, sinti e rom, testimoni di Geova, IMI … da tutta l’Europa e in tutta l’Europa.

Prof. Sesti, Istituto D’Arzo

Grazie per l’opportunità

Grazie per l’opportunità

“E ricordate un’ultima cosa: la storia é stata scritta dagli uomini, ma gli uomini non la possono omettere o cancellare perché tutto questo, ed altro ancora, é stato e, se dimentichiamo, sarà di nuovo”
Primo Levi

Grazie per averci dato l’opportunità di vedere e comprendere questa realtà, per poter ricordare e perché mai più in futuro sia riservato, anche ad un solo essere umano, ciò che il nazismo riservò ad un intero popolo.

Gli studenti della 5B Liceo, Istituto Silvio D’Arzo