Cosa aveva fatto Moniek?

Cosa aveva fatto Moniek?

Chi si mette in prigione? I criminali. Siamo abituati a pensare che chi è rinchiuso sia colpevole, abbia fatto qualcosa di sbagliato per cui deve essere punito. Giustamente punito per aver infranto la legge. Giustamente punito dopo aver subito un giusto processo. Punito insieme a chi, come lui, deve pagare alla società i propri errori.

Cosa aveva fatto Moniek? Che crimine poteva avere commesso un ragazzino? Un ragazzino che non ride più, come tanti altri puniti ad Auschwitz. Puniti per cosa? Sarà stato un grande criminale degno di disprezzo, isolamento sociale e, addirittura, la morte? Oppure avrà avuto la sola colpa di essere nato in una famiglia ebrea?

Essere un ebreo o un rom o un testimone di Geova o un omosessuale, essere semplicemente se stessi, era la sola colpa che avevano milioni uomo e donne. Costretti a morire soffocati, nei casi migliori, o a lavorare fino a straziarsi. Condannati senza un equo processo, senza giudice e giuria, senza una colpa, senza nemmeno un vero perché.

Giulia Artoni, classe 4L, Istituto Canossa

Pensieri nel vento (5G Cattaneo)

Pensieri nel vento (5G Cattaneo)

  • Come fai a non perdere la dignità in una situazione del genere?
  • Meglio vivere nell’orrore o mollare in principio? (Suicidio con filo spinato)
  • Importanza della famiglia
  • Non perdere la speranza/fede
  • Cos e che aiuta a non mollare e a sopravvivere? I cambiamento della situazione più speranza di vedere i propri cari + per i giovani la voglia di vivere (“non volevo morire”, cit. Piero Terracina) più un po’ di marmellata aiutava a sperare
  • Illusione propaganda di Hitler
  • Illusione di fare la doccia invece morivano
  • Auschwitz 1 non sembra un campo di concentramento
  • “Arbeit macht frei”: l’illusione alla normalità per evitare il panico
  • Noi eravamo stanchi dopo 6 ore di visita invece loro lavoravano troppo
  • Ogni scusa era buona per finire nel campo
  • Perché l’impiccagione deve essere pubblica mentre la fucilazione no?
  • Gli ebrei avevano un ruolo attivo (costruire, pulire, raccogliere corpi, …) -> tutto tranne chiudere la camere a gas e mettere i sassolini e lo Zyclon B nelle camere a gas

Classe 5G, Istituto Cattaneo

Pensieri nel vento (4H e 4L Canossa)

Pensieri nel vento (4H e 4L Canossa)

Perché nonostante tutto questo gli eccidi esistono ancora?
Giulia

Cosa provavano i soldati mentre uccidevano queste persone?
Laura e Jessica

…si parla sempre di pace senza mai farla…
Lucia

…quel bosco che nel suo piccolo parla, se solo potesse…
Sofia

Mi piace che nei cimiteri ebrei non si possano portare essere viventi ma un semplice sasso
Giulia

Un silenzio che diceva tutto, il bosco è stato più toccante del cimitero
Sara

È più toccante perché non è nato per essere cimitero
Giulia

Tutto il bosco era spoglio ma mi ha colpito che possa essere cresciuto un sempreverde
Leonardo

Le ragazze e i ragazzi classi 4H e 4L, Istituto Canossa

Il nostro obbligo

Il nostro obbligo

Al giorno d’oggi da quante persone l’esistenza di Auschwitz viene messa in dubbio? Secondo voi, ciò che diceva Hitler è una verità o sono solo menzogne?
La nostra visita ad Auschwitz ci ha portato ad essere più consapevoli, più vicini alla realtà, una realtà che ci ha emotivamente toccati nel profondo, una realtà che ci ha portato a realizzare che il dolore, la sofferenza e le umiliazioni provate dai deportati sono sensazioni che non potremmo mai neanche lontanamente immaginare.
Abbiamo l’obbligo di far conoscere la realtà, perché non è concepibile che ci siano persone che neghino l’evidenza, noi siamo “messaggeri” di una realtà importante, una realtà che va ricordata e mai dimenticata…

“L’Olocausto è una pagina del libro dell’Umanità da cui non dovremo mai togliere il segnalibro della memoria” Primo Levi

Classe 5, Istituto Nobili

La dignità

La dignità

Il viaggio della memoria rappresenta una tappa importante per tutte le persone che hanno intenzione di ricordare le atrocità che hanno dovuto subire i deportati a causa dei nazisti.
Della testimonianza di Piero Terracina ci è rimasta impressa soprattutto la frase: “MIO PADRE MI DICEVA DI NON PERDERE MAI LA DIGNITA”.
Ma come si fa a non perdere la dignità quando si è denudati davanti a tutti indipendentemente dal genere? O quando si è costretti a vivere in uno spazio vitale ridotto?

Classe 5G, Istituto Cattaneo

La tomba del nonno

La tomba del nonno

Al memoriale del campo di Plaszow si trova una vecchia tomba, salvatasi per caso dalla distruzione della zona per permettere ai nazisti di costruire il campo.

È la tomba del nonno di uno scampato importante: Roman Polanski. Questa tomba è uno dei motivi per cui lui è tornato a vivere a Cracovia.

Salvatore Trapani, accompagnatore pullman 8, Istoreco