L’uomo viene considerato diverso dall’animale perché in grado di compiere decisioni razionali e avere una coscienza. Con i campi di concentramento e di sterminio si è dimostrato come l’uomo non sia in grado di utilizzare la propria mente per un giusto fine. È capace di togliere ai propri simili ciò che hanno di più prezioso. Alcuni esseri umani sono stati in grado di disumanizzare altri esseri umani. Sono stati in grado di ridere mentre loro urlavano, di costruire luoghi solo allo scopo di uccidere e torturare.
Le vittime urlavano non solo per la rabbia o per il dolore ma per trovare ossigeno nei polmoni per poter rimanere in vita, per chiedere pietà per la propria famiglia, per essere lasciati vivi.
La vita, un dono del quale ognuno fa tesoro dalla prima volta in cui prende il respiro al momento in cui lo blocca per sempre. Volevano solo continuare a respirare e vivere, imploravano persone che ogni giorno, come se nulla fosse, decidevano il destino di migliaia di persone e sterminavano altri esseri umani per poi tornare a casa dalla propria famiglia, dalla propria moglie, dai propri figli.
Oggi è proprio questa indifferenza che ci colpisce, indifferenza verso le persone che vedevano sfilare davanti a loro ogni giorno diretti alle camere a gas, indifferenza nel separare moglie e mariti, padri e madri, fratelli e sorelle, giovani e vecchi. L’indifferenza della burocrazia, del sistema messo in piedi per lo sterminio.
Ma questa indifferenza la vediamo anche oggi, ci colpisce nelle persone che si fanno i selfie sulle sedie che raccontano le fucilazioni e le deportazioni, nelle vie anonime della città, nei muri grigi che in realtà raccontano storie dolorose o eroiche, davanti alle quali passeremmo anche noi distrattamente. Riusciamo a renderci conto delle testimonianze che incontriamo intorno a noi?
A volte ci manca proprio questo, saper guardare, ascoltare e sentire, non come facciamo solitamente ma in modo diverso, le cose posso esprimere emozioni, vite e storia solo quando impareremo questo potremo comprendere il passato e migliorare il futuro.

Classe 5M, Istituto Scaruffi Levi Tricolore

Il momento conclusivo del secondo turno del Viaggio della Memoria, riflessione condivisa per le classi reggiane

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