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Non tutte le persone percepiscono l’importanza degli errori commessi in passato, perché non avendo vissuto i fatti storici in prima persona faticano a comprenderli fino in fondo. Il viaggio della memoria ha l’obiettivo di indurci a soffermarci su eventi dolorosi della nostra storia recente, di stimolare in noi la riflessione e allontanarci da tutto ciò che è superfluo, per riuscire ad immergerci “anima e corpo” in questi terribili avvenimenti.

Durante questo viaggio siamo stati sollecitati a riflettere sull’atteggiamento di ignavia e disinteresse adottato dagli Stati vicini rispetto a quello che stava succedendo in Germania e in Polonia durante gli anni del nazismo; le altre nazioni facevano finta di niente, ma tutti sapevano, sapevano cosa stava succedendo, come sarebbe andata a finire. E ancora oggi si tende a negare l’evidenza: la storia si ripete e il passato dovrebbe servire da monito per quello che facciamo nel presente. Ogni giorno passiamo con indifferenza in mezzo alle discriminazioni, agli abusi, alle violenze, alle barbarie che non troveranno mai giustizia. Tutti noi ci lamentiamo, ma non facciamo nulla per cambiare, siamo passivi di fronte alla realtà che produce effetti negativi sulla società, nonostante la storia ci abbia insegnato che una scelta può fare la differenza.

Un esempio lampante di ciò sono i Giusti tra le nazioni, che hanno intrapreso un percorso che andava controcorrente, rischiando persino la vita affinché giustizia fosse fatta. I Giusti si possono considerare eroi mondiali e meritano di essere ricordati per l’eternità. Noi giovani abbiamo il compito di portare avanti la loro memoria, con sensibilità e maturità, sperando che in futuro ci possano essere ancora eroi di questo calibro, perché ne abbiamo e ne avremo sempre un estremo bisogno.

Negare l’evidenza
Il vagone lasciato all’avvio della Judenrampe, testimonianza di un’evidenza innegabile