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Due ragazze e le loro parole di ritorno dal campo di Ravensbrück

Oggi, giovedì 2 marzo, siamo stati a Ravensbruck, lager femminile vicino a Berlino.

L’ingresso del campo ci ha dato subito un impressione forte e decisa, l’ambiente ci è sembrato triste. buio e molto freddo.

Ci siamo resi conto del dolore che hanno provato milioni di donne e bambini, delle famiglie distrutte. Il clima e il tempo hanno reso il tutto molto più cupo. Abbiamo visto delle strutture create da un importante artista tedesco, vengono raffigurate le donne nel periodo del dolore causato principalmente dalla scarsa igiene,dalla violenza, dall’eccessivo e duro lavoro che ha portato alla perdita di moltissime persone.

Infatti questo artista ha ripreso perfettamente le condizioni in cui erano queste povere donne. Ognuna di queste sculture aveva un triangolo di colore diverso sul cuore,in base alla religione,alla politica e al ceto sociale.

Per concludere ognuno di noi ha lasciato un fiore in una parte del campo che più l’ha colpito. Noi abbiamo pensato di lasciarlo sulla riva del lago in modo che le piccole onde avrebbero trasportato questi fiori all’argo… un ricordo in onore di tutte quelle ceneri che erano state gettate nell’acqua, e quindi a tutte quelle anime perse che oggi ricordiamo.

Sara Bini e Giulia Chiletti – 5B Istituto Motti – Reggio Emilia

 

Anime perse
Due fiori bianchi in acqua per le anime perse di Ravesbrück