5C Istituto “Bertrand Russel”, Guastalla (RE) – 2025
ARNALDO
SARTI
Arnaldo Sarti di Gualtieri, nato il 17 aprile 1908, è una figura che incarna le sofferenze e le esperienze di molti italiani coinvolti nel conflitto e nelle sue atrocità. Il giorno dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, quando gli venne chiesto a Patrasso, in Grecia, dai tedeschi, se volesse continuare a combattere in guerra, ebbe il coraggio di dire “no”.
Il coraggio di dire no e di cambiare opinione.
Dire “no” non è mai facile.
Il “sì” sembra la risposta giusta, quella che ci rende graditi agli altri, quella che ci consente di evitare conflitti, di non risultare egoisti o ostinati. Eppure, in molte circostanze, il vero coraggio risiede proprio nel saper dire “no”.
Dire “no” significa stabilire un confine, dichiarare la propria volontà, e soprattutto essere fedeli a sé stessi, anche a costo di deludere qualcuno o di affrontare le conseguenze di una scelta difficile.
Dire “no” è un atto di affermazione della propria autonomia e della propria indipendenza.
Arnaldo Sarti di Gualtieri, nato il 17/04/1908, è una figura che incarna le sofferenze e le esperienze di molti italiani coinvolti nel conflitto e nelle sue atrocità.
Il giorno dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, quando gli venne chiesto a Patrasso, in Grecia, dai tedeschi, se volesse continuare a combattere in guerra, ebbe il coraggio di dire “no”.
Di conseguenza venne deportato nel campo di prigionia di Forbach.
Non vi rimase a lungo, infatti dopo poco, determinato a mantenere la sua posizione, venne trasferito nello stalag di Merlebach.
Gli internati venivano obbligati a lavorare nella vicina miniera di Petite-Rosselle, dove Sarti perse la vita per malattia l’08/04/1944, a soli trentacinque anni.
Un esempio di forza d’animo e resilienza, un atto di fede nelle possibilità di un’Italia libera, democratica e capace di rialzarsi dalle ceneri della guerra.
Arnaldo Sarti
Via dei Prati, 6, 42044 Gualtieri RE
