Attraversare i luoghi dove è avvenuto lo sterminio ebraico permette di interiorizzare gli avvenimenti che vengono spiegati e studiati a scuola, che spesso, purtroppo, molti considerano solo dati di fatto. Interiorizzare per me vuol dire rendere proprio qualcosa, quindi farla diventare parte integrante di sé, che diventa un tratto caratterizzante, che influenza, soprattutto, il proprio pensiero. Ciò permette ad ognuno di noi di sviluppare un pensiero critico, che è proprio ciò che permette alle persone di non omologarsi alla massa che il potere piega al proprio volere e al proprio scopo. Non a caso l’omologazione sta alla base delle dittature, che approfittano di questa condizione per compiere azioni che ogni persona dotata di pensiero critico presa al di fuori di questo ambiente non compierebbe. L’omologazione, però, non si forma solo con la forza, che obbliga a fare una scelta che favorisca se stessi a discapito di altri, ma anche con la propaganda, che nel caso del regime nazista è un vero e proprio inganno volto a giustificare azioni crudeli e immorali, quasi sempre compiute a insaputa del popolo.

Per me, uno dei luoghi che più simboleggia l’inganno è il centro di Sonnenstein, che appariva alle persone comuni come un semplice centro di cura, nel quale però, si faceva tutt’altro che curare; dove i “medici” che avrebbero dovuto salvare vite, ponevano fine ad esse. Oltre al centro di Pirna-Sonnenstein, anche il campo di Terezìn costituiva un’enorme menzogna, perché all’apparenza era soltanto una prigione, ma di fatto era una vera e propria anticamera della morte, nella quale le persona deportate perdevano ogni tipo di dignità e la stessa umanità. Questa perdita di dignità, per me è stata resa evidente, quando la guida ci ha raccontato che i militari delle SS a Terezìn potevano uccidere quanti ebrei volevano e come volevano senza dover dare nessun tipo di giustificazione, a differenza di tutti gli altri prigionieri non ebrei. Ancora, a Sonnenstein, per cremare i corpi delle vittime si utilizzavano forni crematori per animali per bruciare i corpi delle vittime con uno scopo solo: l’efficienza; si potevano, infatti, bruciare due corpi alla volta invece che uno, in confronto ai forni adibiti agli esseri umani.

Per quanto riguarda l’inganno, questo non era diretto alla sola popolazione, ma anche ad enti statali come la Croce Rossa, che durante le visite al campo di Terezìn, che avevano lo scopo di certificare le condizioni di vita che i nazisti dicevano di offrire, era stata ingannata,per esempio, con l‘allestimento di una stanza per farsi la barba, che non è mai stata utilizzata, ma sfruttata solo per ottenere il consenso.
Visitare questi luoghi mi ha permesso di comprendere e capire molto di più di ciò che già sapevo. Visitare questi luoghi mi ha permesso di comprendere ancora di più l’importanza di ragionare con la propria testa, sviluppare un pensiero critico. Visitare questi luoghi, di nuovo, mi ha reso consapevole di quanto sia importante venire a conoscenza dei fatti avvenuti, che non si possono comprendere a pieno, e quindi interiorizzare, finché non si visitano questi posti.

Mattia Ambrosini 5L Zanelli