Privati dell’individualità

Privati dell’individualità

Noi tutti ricordiamo il nazionalsocialismo tedesco come la macchina che tentò di eliminare tutti coloro che non erano idonei a terzo Reich, utilizzando campi di raccolta, concentramento o sterminio.
Sorge, analizzando velocemente questo processo, che questo aveva due facce:
l’annientamento era innanzi tutto fisico: l’obiettivo era lo sterminio, l’estinzione forzata di un certo gruppo di persone; ma l’uomo internato era destinato anche ad una metamorfosi che lo portava a diventare un automa, attraverso la privazione del diritto -fondamentale- di essere ciò che si è.
Ma personalmente credo sia importante ricordare che anche lo stesso nazista, il cittadino della grande Germania nazista, veniva privato della propria individualità, proprio come gli stessi prigionieri internati nei campi.
Il male del Nazismo sta proprio in questo: l’unico singolo è rappresentato esclusivamente dallo stato, dal fuhrer, cosicché anche ai “cittadini liberi” veniva tolto il diritto di esprimersi liberamente e di cercare la propria identità, riducendo ogni singolo individuo ad un semplice ingranaggio di una grande macchina.
Perciò alcuni dei doveri di coloro che fanno memoria è ricordare ciò che è stato, gli uomini e le donne che cercarono,purtroppo spesso in vano, di cambiare quei sistemi che oscuravano diritti fondamentali dell’uomo e sopratutto preservare il diritto alla propria individualità di tutti gli uomini.
Ringrazio quindi da parte mia e della mia classe Amnesty International e molte altre associazione che combattono per i diritti dell’uomo e soprattutto Istoreco, che ci ha guidato in questo viaggio per comprendere meglio ciò che è stato e che non dovrà mai più accadere.

Erman Govi – classe 4H, Liceo Moro, Reggio Emilia

Testimone

Testimone

Siamo tanti qui //
tutto il mio mondo è qui, vivo e prego. //
La mia unica colpa è fare ciò che credo //
e credere in ciò che faccio. //
Dio ci ha detto di non uccidere //
e io non uccido, vivo e prego. //
Se nell’adunata di questi aguzzini //
devo salutare un falso messia, //
le mie braccia sono conserte. //
Muta è la mia lingua quando mi puniscono, //
Qualcuno sa darmi la forza, vivo e prego. //
E se il dado mi sceglie io non cedo, //
credo in un solo Dio e non eseguo. //
Chiudo gli occhi e accetto, muoio e prego. //

Liceo Ariosto

(NOTA: “Testimone” è una poesia scritta da un gruppo di studentesse del Liceo Ariosto, dedicata alle vittime del nazismo, con un particolare riferimento ai Testimoni di Geova, una delle minoranze perseguitate dai nazisti e troppo spesso dimenticate.)

Cartoline dal Viaggio

Cartoline dal Viaggio

La libertà ci permette di camminare senza avere paura di guardare indietro
ricordo di una libertà negata
liberare per imprigionare
fare i conti con la propria coscienza
è importante ricordare gli eventi del passato per non ripeterli in futuro
la storia è contemporanea, non né passato, né presente, né futuro
al giorno d’oggi siamo fortunati di avere la possibilità di poter vedere le sfumature della realtà, senza stabilire nero e bianco, giusto e sbagliato, est e ovest
è importante calpestare la storia e sentirla viva
freddo fuori e freddo dentro (anima)
i luoghi raccontano e trasmettono emozioni
tanti viaggi in un unico viaggio
in certi momenti bisogna lasciar perdere i libri e lasciarsi trasportare

Classe 5 Turistico, Istituto Motti

Verità che non vorresti conoscere

Verità che non vorresti conoscere

Questa esperienza ti costringe ad affrontare una verità sgradevole che preferiresti non conoscere, i luoghi visitati ti travolgono proiettandoti in un pozzo di dolore e di emozioni; abbiamo fatto i conti con: paura, drammi, razzismo, angoscia, pietà, rabbia, disprezzo, ignoranza e tanto altro ancora.

Emozioni forti, talvolta contraddittorie, che giorno dopo giorno abbiamo attraversato in questo viaggio e ci prepariamo ad affrontare in seguito.
La memoria di un passato cosi buio serve ad impedire che certe situazioni si ripetano, ma a volte questo non basta e siamo costretti a rivivere episodi tragici, come quello avvenuto in questi giorni ad Hanau, che i moventi razziali non sono ancora completamente sconfitti.

Ci ha anche colpito la volontà e la capacità del popolo tedesco di rinascere senza dimenticare, mettendo in luce gli errori commessi evitando facili giustificazioni.
Torniamo a casa con il desiderio di condividere quanto vissuto e appreso con i nostri compagni di studio e non.

In questo viaggio non siamo stati soli: ringraziamo Istoreco e tutti coloro che hanno contribuito alla sua realizzazione e in modo particolare Salvo, la guida che ha accompagnato una parte importante di questa esperienza.

Classe 5A, Istituto Scaruffi

Brividi

Brividi

Brividi, questa è la parola che mi viene pensando al viaggio della memoria che ho fatto quest’anno, brividi perché non potremo mai capire ciò che davvero hanno provato tutte quelle persone che sono state in un campo di concentramento, sono state umiliate, sono state private dei loro diritti. Noi non capiremo mai davvero e non avremo mai la possibilità di capire ciò che hanno provato loro, per questo penso che il viaggio della memoria sia un’occasione per poter avvicinarsi a quella sofferenza, a capire come sono andate realmente le cose, perché provare a mettersi nei panni degli ebrei in quel momento è qualcosa di impossibile. Sinceramente andare in un campo di concentramento, che per me era la prima volta, mi ha cambiato, mi ha emozionato. Mi ha fatto vivere quella realtà concreta dei fatti che non avevo mai visto ma solo sentito dire o studiato. In particolare il momento di riflessione con noi stessi quando abbiamo consegnato il fiore in un posto per ricordare tutte quelle persone morte. In quel momento avrei voluto chiedere scusa, scusa a tutte quelle persone che sono state uccise, umiliate, massacrate… Scusa per tutti quelli che sono rimasti indifferenti a tutto questo che forse è stato peggio di chi ha fatto qualcosa… Scusa perché ciò non doveva succedere, scusa perché quando si ha sete di potere, si smette di pensare da uomini.
Chiedere scusa potrebbe non servire a nulla però adesso ci siamo noi e non dovremmo portare avanti questo ricordo questa memoria per far conoscere le atrocità del passato.
Questo viaggio è stato un mix di emozioni, un mix di alti e bassi e un mix di informazioni. È stato un viaggio che abbia lasciato a tutti un sentimento e delle emozioni uniche. Quindi ringrazio tutte le persone che hanno reso possibile questo viaggio; ringrazio i nostri prof., la nostra guida, il nostro autista e l’intera organizzazione di Istoreco.

Grazie.

Alfonso – classe 4D, istituto Filippo Re