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Brividi, questa è la parola che mi viene pensando al viaggio della memoria che ho fatto quest’anno, brividi perché non potremo mai capire ciò che davvero hanno provato tutte quelle persone che sono state in un campo di concentramento, sono state umiliate, sono state private dei loro diritti. Noi non capiremo mai davvero e non avremo mai la possibilità di capire ciò che hanno provato loro, per questo penso che il viaggio della memoria sia un’occasione per poter avvicinarsi a quella sofferenza, a capire come sono andate realmente le cose, perché provare a mettersi nei panni degli ebrei in quel momento è qualcosa di impossibile. Sinceramente andare in un campo di concentramento, che per me era la prima volta, mi ha cambiato, mi ha emozionato. Mi ha fatto vivere quella realtà concreta dei fatti che non avevo mai visto ma solo sentito dire o studiato. In particolare il momento di riflessione con noi stessi quando abbiamo consegnato il fiore in un posto per ricordare tutte quelle persone morte. In quel momento avrei voluto chiedere scusa, scusa a tutte quelle persone che sono state uccise, umiliate, massacrate… Scusa per tutti quelli che sono rimasti indifferenti a tutto questo che forse è stato peggio di chi ha fatto qualcosa… Scusa perché ciò non doveva succedere, scusa perché quando si ha sete di potere, si smette di pensare da uomini.
Chiedere scusa potrebbe non servire a nulla però adesso ci siamo noi e non dovremmo portare avanti questo ricordo questa memoria per far conoscere le atrocità del passato.
Questo viaggio è stato un mix di emozioni, un mix di alti e bassi e un mix di informazioni. È stato un viaggio che abbia lasciato a tutti un sentimento e delle emozioni uniche. Quindi ringrazio tutte le persone che hanno reso possibile questo viaggio; ringrazio i nostri prof., la nostra guida, il nostro autista e l’intera organizzazione di Istoreco.

Grazie.

Alfonso – classe 4D, istituto Filippo Re

Brividi
Il fiore bianco del viaggio attorcigliato al filo spinato del campo di Sachsenhausen.