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In un luogo dove gli uccellini cantano, il sole splende e c’è un clima di pace, dove tutto ciò che rimane è il rumore del vento che sposta qualche foglia secca e muove i rami degli alberi spogli, la natura resta immobile a fare da muta spettatrice ai disumani crimini commessi.

Stando nelle nostre tiepide case, circondati da visi amici, è difficile prendere atto di ciò che noi, uomini, siamo in grado di fare. Ripercorrere lo stesso cammino dei prigionieri, ha fatto nascere in noi la consapevolezza di ciò che è stato, portandoci a una presa di coscienza, che letta sui libri è solamente relativa, dunque ha alimentato in noi la volontà di creare e proteggere ciò che sarà, poiché il futuro non si cancella.

Classe 5BL, Liceo Corso

C’è un luogo
Il fiore ricorda il cammino fatto dai prigionieri. E oggi dai nostri viaggiatori. Foto di Alice.