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Auschwitz è sicuramente un’esperienza traumatizzante, ma come esperienza è una tappa obbligatoria per ogni percorso di vita, perché non vengano ripetuti gli orrori compiuti dall’umanità nella prima metà del ‘900. Anche se il concetto di umanità è la cosa più lontana dall’Olocausto che si possa pensare.

È difficile per noi comprendere, perché si capisce solo ciò che si può esprimere con il linguaggio; prima della seconda guerra mondiale, non esistevano termini per descrivere lo sterminio come è avvenuto ad Auschwitz.

Tuttavia, anche se l’atto della comprensione è impossibile, bisogna in ogni caso ricordare attraverso la memoria ciò che è successo, perché non accada più.

È inutile cullarci sugli allori pensando che il nazismo e il fascismo non torneranno mai: se non si conosce e si comprende, si dà alito a chi arriva a negare la Shoah.

La lucidità mentale dei nazisti è veramente allucinante, quando si scopre come avessero pensato ad ogni dettaglio per ingannare i deportati di ogni confessione religosa, etnia o idea politica; è una diversità che molti hanno pagato con la morte ed è umanamente inaccettabile che possa riaccadere, ma basterà anche la minima possibilità perché ciò accada e bisogna impiegare ogni sforzo possibile per impedirlo.

 

Giulia, Alessia, Letizia, Giorgia, Francesca, Alice, Iman, Alessia, Riccardo – Classe 5Q Istituto Cattaneo

Comprendere, ricordare, raccontare
Il libro dei nomi, ultima traccia da cui partire per ricordare.