Abbiamo visto tanto in questi giorni. Siamo riusciti a osservare il lavoro impeccabile e mirato per eliminare i nemici dello stato nazista. Abbiamo visto il collasso del sogno socialista e ne abbiamo esplorato le rovine, come fosse un mondo alieno che abbiamo portato alla civiltà tramite supermercati e McDonald’s. Direi che abbiamo camminato su tanti cadaveri come non abbiamo mai fatto in vita nostra, almeno finora. Non riuscivo, ad ogni occasione, a non collegare le tragedie del popolo ebraico e polacco a quello di altri popoli che vivono tutt’oggi nel terrore, sotto i razzi o le persecuzioni. Non sono riuscito a non collegare ad ogni edificio brutalista sovietico un condominio malridotto nel nostro Mezzogiorno: abbandonato e degradato.
Mi sono chiesto ogni volta se noi, cittadini di oggi, siamo consapevoli di influenzare con le nostre azioni gli eventi al fine di variare la percezione che gli altri avranno di noi. Anche perché le azioni dei nazisti non menzionavano mai il termine genocidio non era mai usato dalle truppe naziste e la maggioranza del popolo tedesco non se ne sentiva responsabile. La pace e il rispetto dell’altro è un valore da difendere a tutti i costi, oggi questo ideale dovrebbe essere acquisito da tutti
Purtroppo, però, ancora oggi ci sono popoli oppressi e minacciati. La difesa della propria libertà, tuttavia, credo che non debba giustificare la cieca e indiscriminata aggressione verso chi minaccia. Non esiste una prospettiva di pace sufficiente a difendersi in certi. Abbiamo studiato e toccato con mano le barbarie naziste di ottant’anni fa, ma ancora oggi basta accendere un telegiornale per sentire gli stessi numeri di vittime civili a uccisi allo stesso modo: senza via di scampo, persone che vengono divise e deumanizzate, nonostante non si parli solo di nazismo o genocidio. Noi esseri umani, forse, abbiamo poca fantasia e non riusciamo a cambiare del tutto la realtà. Il fatto è che riusciamo a modellarla nel modo migliore, variando tecniche e abilità, per compiere le stesse azioni.
Penso sia questo quello che dovremmo portarci a casa oggi: la consapevolezza di cosa siamo capaci di fare e di come saremmo bravi a farlo. Proprio per questo è importante operare per far sì che ciò che abbiamo fatto qui non succeda mai più: dalle coste del mediterraneo ai freddi confini d’Europa.

Marco Amato, Taho Serri, Robi Fiona – Classe 5C, Scaruffi Levi Tricolore

 

I ragazzi dello Scaruffi impegnati nelle riflessioni dopo le visite ai campi e non solo

I ragazzi dello Scaruffi impegnati nelle riflessioni dopo le visite ai campi e non solo