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I brividi e i pensieri di una ragazza sulla capacità dell’uomo di essere insensibile.

Come la pioggia bagna il terreno umido: freddo. Cosi mi sento ascoltando la guida Cord raccontare di testimonianze profonde, racconta di come siano state scattate tutte le foto che ora possiamo osservare in libri storici, e che ci permettono di capire cosa sia realmente successo 70 anni fa.

Ci illustra di come le guardiane delle SS si facevano fotografare in divisa accompagnate dal loro cane, mandandole alla famiglia, spiegando e raccontando il loro lavoro e la loro vita nel campo.

La descrivono come una vita normale, una monotonia di quel tempo.

Mi chiedo a questo punto: a quel tempo cosa fosse realamente la normalità?

Per quelle persone uccidere, lasciare che le donne morissero per terra assiderate o di fame era un’abitudine, fatta ormai senza nemmeno pensare.

Questa uscita mi ha fatto riflettere come pensassero in modo assolutamente sbagliato i tedeschi, di come non gli importasse nulla di donne e bambini inncocenti, di come la mentalità di Hitler potesse arrivare fino a quel punto.

È stato un bagaglio di informazioni, emozioni e pensieri che mi porterò sempre nel cuore, spero che, con il garofano bianco che ho lasciato nel forno crematorio, di trasmettere le stesse cose che ho provato io quel giorno a chi passerà dopo di me in quei luoghi.


A. Pavesi – 4° Istituto Zanelli – Reggio Emilia

Cos’era la normalità?
Un omaggio floreale dei ragazzi reggiani lasciato al campo di Ravensbrück.