L’essere umano guarda negli occhi l’altro e vede se stesso, l’essere umano prova pietà ed empatia, l’essere umano ama, condivide, l’essere umano protegge i deboli e condanna le ingiustizie.
Allora come può un essere umano ridurre l’altro ad un numero? Come può non provare pietà di fronte allo sguardo dell’essere più innocente, di fronte alle lacrime di un bambino? Nella foresta di Zbylitowska Gora, 800 bambini sono stati massacrati gettandoli vivi nelle fosse comuni e poi uccidendoli con bombe a mano oppure, se abbastanza piccoli, spaccandogli la testa contro una pietra. Il dottor Mengele uccideva con un’iniezione di fenolo al cuore i gemelli Rom per poi dissezionarli e studiarli.
Considerate se questi sono uomini, costretti a viaggiare per giorni ammassati su carri bestiame. Considerate se Pietro Terracina è un uomo, separato con la forza dalla sua famiglia. Considerate se questo è un uomo, privato della sua identità, dei suoi capelli, dei suoi vestiti, delle sue scarpe, del suo nome… della sua vita.
Considerate se Shlomo Venezia è un uomo, obbligato a collaborare all’uccisione del proprio sangue. COnsiderate se questi sono uomini, stipati in stalle destinate a cavalli o pecore. Considerate se Elie Wiesel è un uomo, sopraffatto dall’istinto di sopravvivenza, tanto da pensare di sacrificare la vita del padre per salvare la propria.
Ricordiamo che l’artefice di ciò che consideriamo disumano, è umano.

Classe 5E, Istituto Gobetti

 

Foresta di Zbylitowska Gora, Tarnow, Foto Istoreco

Foresta di Zbylitowska Góra, Tarnow, Foto Istoreco