Dovere di ricordare, dovere di comprendere la forza delle vittime, dovere di riconoscere la disumanità dell’accaduto, ricordando che gli artefici sono stati uomini, dovere di vedere l’umanità nell’altro, dovere di guardare negli occhi le vittime, dovere di avere uno sguardo consapevole e rispettoso, dovere di porsi domande, dovere di non essere indifferenti.
Case costruite attorno a campi di sterminio; persone che passeggiano con il cane, o addirittura giovani che organizzano feste a Plaszow (plasciov), sullo stesso suolo che trattiene ancora oggi il sangue di migliaia di vittime. Visitatori che hanno deturpato i luoghi di memoria, imbrattando le mura di una baracca di Auschwitz Birkenau. Leggi che spingono a dimenticare condannando al carcere chi infrange il velo di silenzio.
Com’è possibile tutto questo? Si possono cercare spiegazioni?
Noi una risposta non l’abbiamo trovata, ma siamo consapevoli che oggi tutti hanno il diritto di conoscere l’accaduto sui libri, pochi hanno la fortuna di “toccare” e “sentire” questi luoghi.
Ed è per questo che i fortunati hanno il dovere di tramandare e mantenere vivo il ricordo. Impegnandosi oggi, ogni giorno, ogni ora, ogni minuto, ogni secondo.
Come Liliana Segre ci ricorda “l’indifferenza è più colpevole della violenza stessa. È l’apatia morale di chi si volta dall’altra parte: succede anche oggi verso il razzismo e altri orrori del mondo. La memoria vale proprio come vaccino contro l’indifferenza”.

Classe 5E, Istituto Gobetti

 

Podgórze, Piazza degli Eroi del ghetto - Cracovia, Foto Istoreco

Podgórze, Piazza degli Eroi del ghetto – Cracovia, Foto Istoreco