Classi 3F della Scuola Secondaria di I grado “L. Spallanzani” di Casalgrande (RE) – 2026

FRANCO

CAMELLINI

Franco Camellini nasce a Casalgrande il 16 Luglio del 1921 in via Fiorentina 2, una piccola strada ghiaiata che conduce a Casalgrande Alto. Catturato dopo l’8 settembre 1943, morirà nell’affondamento del piroscafo Oria il 12 febbraio 944.

Dopo aver letto attentamente le informazioni sul foglio matricolare e sul certificato di nascita sappiamo che Franco Camellini nasce a Casalgrande il 16 Luglio del 1921 in via Fiorentina 2, una piccola strada ghiaiata che conduce a Casalgrande Alto.
In quella casa di campagna vive con la sua famiglia. Il padre si chiama Emilio e la madre Delfina.
Il loro matrimonio è coronato dall’arrivo di quattro figli maschi.
Il primo a nascere è Giovanni nel 1916, poi Antonio nel 1919, Franco nel 1921 e Camillo nel 1923.
Ci piace pensare che ogni mattina Franco si alza di buon’ora per raggiungere a piedi la scuola elementare di Casalgrande in compagnia dei fratelli Antonio e Camillo.
Sui banchi Franco se la cava bene tanto che, raggiunta la terza elementare, la maestra gli propone di continuare fino ad ottenere la licenza elementare.
Gli anni dell’adolescenza e della giovinezza trascorrono serenamente aiutando i genitori in campagna come accadeva nelle famiglie contadine di quel tempo a Casalgrande.
Un giorno, il 26 aprile del 1941, viene consegnata in via Fiorentina 2 una “cartolina precetto” che invita Franco alla visita di leva a Reggio Emilia.
Franco, dalla lettura del foglio matricolare ha queste caratteristiche: alto 1,62 cm, torace 82 cm, capelli castani e lisci, viso regolare, naso aquilino, mento regolare, occhi castani, sopracciglie castane, fronte alta, colorito roseo, bocca piccola e dentatura sana. La visita di leva lo dichiara rivedibile.
Il 20 gennaio del 1942 viene chiamato alle armi poi trasferito a Caserta dove fa il giuramento il 12 aprile.
In quella occasione viene nominato non semplice soldato ma Caporale del 48° Reggimento di Fanteria.
Il 5 luglio del 1943, Franco assieme alla sua truppa raggiungono Bari per imbarcarsi su una nave con destinazione l’isola di Rodi.
Una volta arrivati, viene nominato Caporale Maggiore.

La guerra continua fino all’8 settembre del 1943, data dell’armistizio.
Il Caporale Franco Camellini si trova davanti ad una scelta importante e al contempo difficile: continuare a combattere schierato dalla parte dei nazi-fascisti oppure rifiutare l’incarico con la possibilità di essere catturato e successivamente inviato nei campi di prigionia dei tedeschi.
Lui dice di NO al nazifascismo.
I nazisti lo catturano e con forza e nessuna pietà viene imbarcato con 4116 soldati sul piroscafo norvegese Oria in direzione del Pireo, dove, da lì, sarebbero stati trasportati nei campi di prigionia tedeschi.
Il piroscafo Oria salpa l’11 febbraio del 1944 alle 17:40.
Da una ricerca su Internet sappiamo che la nave è piccola per contenere tutti quei soldati.
Fuori c’è un forte temporale che limita la guida rendendo la navigazione pericolosa. Purtroppo il piroscafo il 12 febbraio, ovvero il giorno dopo, affonda incagliandosi nei fondali dell’isola di Patroklos presso Capo Sunio a 25 miglia dalla destinazione finale.
Il naufragio dell’Oria è considerato uno dei peggiori disastri navali della storia dell’umanità, il più grave mai registrato nel Mediterraneo. (https://it.wikipedia.org/wiki/Oria_(piroscafo))
Da questa sciagura si salvano solo poche persone tra cui: 37 italiani, 6 tedeschi, 1 greco e 5 uomini dell’equipaggio.
Franco Camellini fu dichiarato irreperibile il 6 giugno 1947.
Di questa tragedia sono stati recuperati 250 cadaveri sepolti, in un primo tempo, in fosse comuni e poi traslati nel Sacrario dei Caduti d’Oltremare di Bari.
Il corpo di Camellini non è mai stato ritrovato.

Noi alunni di 3F della scuola media di Casalgrande ringraziamo pubblicamente Istoreco, in particolare il Dottor Roberto Bortoluzzi, e il Comune di Casalgrande per averci dato l’opportunità di capire meglio, attraverso la ricostruzione della vita di Camellini, cosa significa lottare per la libertà.
A Rodi, dopo l’armistizio, lui ha scelto la libertà, ha detto di no al regime nazifascista e, per questo, la sua vita da lì a poco sarebbe terminata. Ci piace pensarlo, pur nel dramma e nel dolore di vivere una guerra, fiero ed orgoglioso della sua scelta.

E noi da che parte stiamo?

Stamattina Franco è qui con noi che ci invita a dire no all’odio, all’esclusione e all’indifferenza e ci incoraggia a spenderci, ogni giorno, nel nostro piccolo affinché il mondo sia più umano e solidale.

Franco Camellini

Via Fiorentina 3, Casalgrande