5M Liceo Scientifico “Piero Gobetti”, Scandiano (RE) – 2025
GUERRINO
FERRARI
Guerrino Ferrari nacque il 13 febbraio del 1920 a Bagno di Reggio Emilia. Il 9 settembre 1943, mentre si trovava a Rigio (Grecia orientale) fu arrestato e successivamente deportato nel lager Stalag XI-A, nella frazione di Altengrabow, appena ad est del villaggio di Dörnitz (Germania). Guerrino morì assassinato il 20 febbraio 1944 a causa di un bombardamento aereo.
Guerrino Ferrari nacque il 13 febbraio del 1920 a Bagno di Reggio Emilia, all’interno di una famiglia cattolica. Il padre si chiamava Geminiano Ferrari, la madre Ernesta e aveva quattro fratelli: Aurelio (classe 1916), Dario (classe 1918 e sposato con Piccinini Adelaide dal 1947), Noviglio (deceduto nel 1924), Bruno (emigrato a Reggio Emilia nel 1954) e Augusto (deceduto nel 1935). Viveva insieme alla famiglia a Cacciola ed era un fornaio. Dai documenti ritrovati sappiamo che era di media statura, scuro di capelli con gli occhi castani. Aveva ricevuto un’educazione fino alla quarta elementare e per questo sapeva sia leggere che scrivere. Guerrino fu chiamato alle armi dal distretto militare di Reggio Emilia per la prima volta il 12 marzo 1940, ma fu poi rinviato in congedo illimitato provvisorio in attesa del congedo del fratello Dario. Il 21 gennaio 1941 fu richiamato alle armi, ma fu di nuovo rinviato in congedo provvisorio poiché aveva già due fratelli arruolati, Aurelio e Dario. Guerrino fu chiamato alle armi per la terza volta il 23 gennaio 1942 a combattere per il sesto battaglione. Nel mese di aprile del 1942, Guerrino si ammalò di enterocolite acuta e venne ricoverato all’ospedale di Modena. Una volta dimesso dall’ospedale, ottenne una licenza di convalescenza della durata di dieci giorni; al termine di quest’ultima riprese il servizio militare presso il Battaglione Mitraglieri di Corpo d’Armata.
Nell’agosto del 1942 Guerrino si trovava in zona di guerra. Il 9 settembre 1943, mentre si trovava a Rigio (località della Grecia orientale a confine con l’attuale Turchia) fu arrestato e successivamente deportato nel lager Stalag XI-A, che si trovava nella frazione di Altengrabow, appena ad est del villaggio di Dörnitz (Germania). Guerrino morì assassinato il 20 febbraio 1944 a causa di un bombardamento aereo all’aeroporto di Bernburg. Si tratta della missione 226 dell’Operazione Argument: un’offensiva aerea intrapresa dalla RAF (attuale aeronautica militare del Regno Unito) e dall USAAF (forza aerea degli Stati Uniti d’America) dal 20 al 25 febbraio 1944, per questo chiamata anche Big Week (grande settimana). Guerrino fu infine sepolto il 25 febbraio dello stesso anno in una fossa comune.
Pagina di diario, frutto della creatività degli studenti basandosi su fonti documentate
21/04/1942
Caro diario,
sono ricoverato ormai da giorni all’ospedale di Modena. I medici dicono che si tratta di un’infezione dell’intestino, chiamata enterocolite.
Combattevo nel sesto battaglione, quando ho sentito una fitta allo stomaco. Mi sono accasciato a terra e un mio compagno mi ha soccorso, portandomi in infermeria. Mi sento ancora debole e non so quando e se potrò uscire da qui e rivedere i miei cari. Qui vedo solo morte. Sono circondato da dolore. Ovunque io volga lo sguardo, vedo feriti, soldati valorosi soliti combattere per il proprio Paese, ora costretti a combattere per la propria vita.
Sabato 18 aprile, il giorno del mio ricovero, ho conosciuto Giovanni, detto Nino. Combattendo è stato colpito da un proiettile che lo ha ferito ad una gamba. Le infermiere hanno provato in tutti i modi a salvarlo ma nulla può cambiare le sorti del tuo destino. Parlando in quei giorni, Nino mi ha confessato il suo desiderio di porre fine alla sua misera vita. Aveva perso tutto e tutti. Non aveva nessuno ad aspettarlo a casa, nessuno per cui valeva la pena lottare e questo era ciò che più ci differenziava. Io avevo un motivo per combattere non solo contro i tedeschi ma anche contro la morte.
Ieri è arrivato un altro soldato qui in ospedale, credo si chiami Primo. È poco più giovane di me. Quando lo hanno portato qui, perdeva molto sangue e ho sentito le infermiere dire che avrebbero dovuto amputargli un braccio. Ho visto gli occhi terrorizzati di quel ragazzo che non riusciva a smettere di piangere. Si era reso conto che di lì a poco non sarebbe più stato lo stesso e non avrebbe potuto fare niente per impedirlo.
Stanotte di fianco al mio letto dorme Giulio, un uomo adulto che morirebbe pur di proteggere il nostro Paese. Giulio morirebbe per la Patria, lui ci crede veramente in quello che stiamo facendo. Io no, io non so se crederci ancora.
Non vedo miglioramenti, ma solo morti che aumentano.
In questo posto vedo ogni giorno persone entrare e non uscire, ragazzi molto giovani e uomini con una famiglia a cui pensare.
Qui hai il tempo di riflettere su ciò che sta accadendo, sugli orrori della guerra, i compagni caduti e le morti degli innocenti. Odio il senso di impotenza che provo rimanendo sdraiato su questo letto, senza potermi alzare né tantomeno combattere, ma non riesco a muovermi. Sento un formicolio alle gambe, la testa pesante e ho la nausea da quando sono entrato qui.
I pensieri mi stanno divorando. Qui vedo solamente morte e dolore, come sul campo.
Non so se uscirò mai da questo ospedale e non so nemmeno se riuscirò a rivedere la mia famiglia. Non so se la mia casa sia stata distrutta, se i miei cari siano ancora tutti vivi e non so neanche se un giorno tutto questo finirà e potrò finalmente ricominciare a vivere.
Guerrino
Guerrino Ferrari
via Navi di Sotto 13
42019 Scandiano