Auschwitz-Birkenau è diventato il simbolo che mirava a distruggere non solo gli individui ma anche la loro identità, riducendoli a numeri e privandoli di qualsiasi riconoscimento individuale.

La rimozione dei nomi, la forzatura ad uniformarsi, la separazione dalle loro famiglie e la costante minaccia di morte portarono alla perdita delle loro dignità e della loro umanità.

L’identità della persona non si definiva più attraverso la sua appartenenza sociale, al suo nucleo famigliare ma attraverso la capacità di resistere, di lottare per una minima forma di umanità anche in mezzo alla più totale disumanizzazione.

Il corridoio delle foto di archivio dei prigionieri del campo. Identità ritrovate

 

Sofia Parisi e Matilde Roselli – 5T Zanelli