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Penso che tutto quello che abbiamo visto in questi giorni sia stato un po’ destabilizzante, le emozioni, i pensieri, le domande sono tante; appena uscita da Auschwitz il silenzio era l’unica cosa di cui avevo bisogno, avevo bisogno di metabolizzare e mettere in fila tutto ciò che ho visto e sentito.

Mi sono soffermata soprattutto su un concetto che mi è rimasto impresso: il concetto dell’umano che in questo contesto è disumano, questa crudeltà e insensibilità verso persone classificate come pezzi “pezzi” presi a caso solo perché non sono puri. Ci vuole tanta intelligenza per costruire questa macchina della morte, come ci vuole tanta forza e tanto coraggio a prendere una posizione, scegliere da che parte stare, cercare di prendere una posizione per fare il bene.

In tante occasioni tanti ci dicono che noi giovani siamo il futuro, penso che, come chi ha fatto del male ha avuto il “coraggio” di prendere quella strada e come chi ha avuto il coraggio di salvare persone cercando il bene allora anche ognuno di noi deve avere il coraggio di prendere una posizione, giusta o sbagliata che sia, partendo da ogni piccolo fatto quotidiano.


Chiara Levani, 5T Galvani Iodi

Il coraggio
Ingresso di Birkenau, ultimo binario