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Come prima cosa, abbiamo visto il vagone dove venivano stipati gli ebrei durante il viaggio verso i campo di sterminio o lavoro. In seguito ci siamo diretti all’interno del campo di sterminio, visitando le baracche, i bagni, le cisterne, i resti dei forni e delle camere a gas, il monumento alla memoria fatto da un architetto e uno scultore italiano. Durante la visita, abbiamo incontrato anche molte foto scattate da nazisti o dai prigionieri stessi. Come primo impatto, il campo ha suscitato desolazione, orrore e disperazione. Strano anche rendersi conto del fatto che noi siamo entrati al campo e ne siamo usciti senza alcuno sforzo, fatica o dolore. In confronto alle migliaia di persone che sono entrate in quel campo, per noi e stata una visita mentre per loro era loro vita.

Nel pomeriggio abbiamo visitato il campo di lavoro, venendo a conoscenza di molti particolari o informazioni nuove e terribili al tempo stesso. Nei vari Block abbiamo visto cataste di capelli umani, numerosi oggetti personali come occhiali, pettini o stoviglie. Siamo venuti a conoscenza anche delle prigioni usate dai nazisti per i primi esperimenti con i vari tipi di gas, o degli esperimenti medici fatti su donne o gemelli. In seguito abbiamo visto l’unico forno crematorio ancora intero, il patibolo e il muro della morte. Le nostre impressioni a riguardo sono state tristezza, rabbia, disappunto, sconforto. In particolare il muro della morte ha trasmesso la paura che incutevano i nazisti e che ancora aleggia all’interno del campo.

Concludiamo con la frase sulla lastra commemorativa che si trova all’interno del campo di sterminio:

“Grido di disperazione ed ammonimento all’umanità sia per sempre questo luogo dove i nazisti uccisero circa un milione e mezzo di uomini, donne e bambini, principalmente ebrei, da vari paesi d’Europa”. Auschwitz-Birkenau 1940-1945

Francesca, Valeria, Rebecca, Dominique, Zhong, classe 5A, Istituto Motti eno-gastronomico

Il grido
Le torri di guardia e il filo spinato delle torrette di guardia di Auschwitz.