Oggi, in un posto come questo, viene spontaneo fermarsi e pensare a quanto fragile possa essere la memoria. Quanto accaduto in luoghi come questo non è solo una pagina di storia, è una pagina di memoria che resta e deve restare viva per non ricommettere gli stessi errori.
Proprio per questo credo sia importante ricordare che ciò che accade oggi nel mondo non può cancellare o sminuire quello che è successo allora. Sembra però che si stia andando verso una direzione molto simile a quella passata. È innegabile che il conflitto che sta avvenendo da anni sia terribile e crudele, vite innocenti vengono spezzate ogni giorno per una striscia di terra. Ma nulla di tutto questo può diventare una scusa per dimenticare l’Olocausto o, peggio, per trasformare la rabbia in odio verso gli ebrei come popolo. Abbiamo visto episodi dí antisemitismo in giro per il mondo come quanto accaduto durante le olimpiadi invernali di Milano, dove gli atleti Israeliani hanno ricevuto fischi e insulti quando sono entrati nello Stadio San Siro, senza sapere se quelle persone fossero o meno d’accordo con le scelte del proprio governo.
La memoria serve proprio a impedirci di fare questi passi indietro. Ricordare significa riconoscere dove può portare la disumanizzazione dell’altro, quando un gruppo di persone viene ridotto a un nemico collettivo invece che visto come individui.
Il presente non può essere giustificato, ma non può nemmeno essere il capro espiatorio per gettare odio su un popolo che ha sofferto le peggiori pene che la mente umana potesse ideare.
La crudeltà che hanno subito queste persone non può essere dimenticata: persone morte di stenti nei campi di sterminio, soffocate nelle camere a gas, i loro corpi diventati cenere in modo da cancellare ogni traccia della loro esistenza.
È questo che luoghi come quelli visitati durante il Viaggio della Memoria cercano di ricordarci: la memoria non è solo guardare al passato, ma anche scegliere ogni giorno di non lasciare spazio all’odio, qualunque forma esso prenda.
Il passato ci insegna che non esistono vite non degne di essere vissute, ma deve anche insegnarci che le vite che vennero considerate come tali non meritano di essere dimenticate perché ciò che vediamo oggi non ci piace.
5C Galvani

Le ragazze del 5C Galvani leggono le riflessioni, “in un posto come questo”
