Inevitabili sono le emozioni che si provano in esperienze come e questa.
Un luogo di questo tipo suscita pensieri per quelle milioni di persone ingiustamente e brutalmente uccise. Persone usate come oggetti, oggetti di scena, proprio come marionette, obbligate ad essere protagonista di uno spettacolo grottesco e poi gettate ai margini. Rabbia e pena prevalgono al solo pensiero che, per un capriccio di un pazzo, un intero popolo sia stato quasi sterminato, fa perdere fede nell’umanità e speranza nelle persone.
Solo momenti come questi ci portano ad uno sguardo emotivo verso di loro, dico loro ma un giorno, chissà, potremmo essere noi.
Soli, trattati come oggetti obsoleti, senza umanità, una conoscenza, una personalità che ci rende unici, speciali e degni di essere qualcosa di più che lo strumento di altri.
Queste esperienze devono suscitare in noi domande, riflessioni che stimolino scelte e azioni quotidiane che non tralascino il passato e che costruiscano il futuro
Gabriele Incerti, Stefano Balotta – 4L Convitto Corso di Correggio

I ragazzi del Convitto Corso durante la riflessione conclusiva a Lidice
