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Il 27 febbraio in visita a Auschwitz, nel campo di concentramento, durante il viaggio della memoria.
Nell’entrare nel blocco 5, dedicato ai bambini, i bimbi venivano raffigurati tramite foto e oggetti di loro possesso (pigiama, ciocche di capelli e spazzole). Appena abbiamo visto gli orrori fatti dai nazisti tedeschi verso gli ebrei c’è venuta l’angoscia e un “malore” al cuore, con la paura che da un momento all’altro potrebbe succedere un’altra volta.

Ci ha toccato molto il fatto di calpestare un suolo ricoperto di sangue e di agonia subita dagli ebrei, pensiamo che durante lo sterminio, la fragilità di un uomo sia stata messa da parte per dar forza all’ideologia nazista.
Vorremmo conclude con una frase di una canzone che rispecchia molto l’argomento: “Costa cara la fragilità per chi un posto al mondo non ha”.

Valerio Sardella e Luigi Calabrese, classe 5A, Istituto Angelo Motti

La fragilità
Birkenau dentro Birkenau, nel doppio scatto di Valerio e Luigi all’arrivo dei binario.