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È il mio primo viaggio della memoria. Nel percorrere il loro cammino si percepiscono le loro emozioni, il loro dolore e la consapevolezza della morte. Ho pianto nel vedere quelle piccole scarpine. Io a casa ho conservato quelle dei miei figli come ricordo perché un giorno in futuro posso raccontare loro i primi anni di vita. Ma vedere le loro ed essere consapevole che sono morti solo perché ebrei è stato doloroso come mamma…


Nina Miselli, insegnante Istituto Motti

Le scarpine dei miei figli
Ritratti di prigioniere e di prigionieri di Auschwitz. Ultima memoria rimasta.