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Ciao a tutti, siamo la 5º E del liceo Spallanzani di Reggio Emilia.
Sta per finire per noi un’esperienza particolarmente importante, sia per il significato che porta con sé sia perché è la nostra ultima gita.
In questi giorni ci siamo fatti più volte una domanda e adesso vorremmo porla anche a voi: cosa mettereste nella vostra valigia se doveste partire domani per un lungo viaggio senza meta e senza certezza di ritorno?

Ce lo siamo chiesti perché è la scelta che avremmo dovuto prendere se fossimo vissuti circa 80 anni fa, durante il nazismo a causa dei frequenti bombardamenti e delle deportazioni.
Saremmo dovuti essere pronti a partire con una piccola valigia con tutto il necessario per sopravvivere fisicamente e mentalmente.

Escludendo tutto ciò che la tecnologia ci ha dato, noi probabilmente avremmo portato qualcosa da mangiare come del pane e dell’acqua, i nostri documenti, vestiti, soldi e ah… la cosa più importante: i ricordi come foto e gioielli di famiglia. Sarebbe tutto il necessario per sopravvivere ma siamo uomini, siamo anime e dobbiamo vivere, non sopravvivere.
Mancherebbero i giochi da fare la domenica in famiglia, il vestito elegante da mettere a cena con l’uomo che ami oppure la comodità che solo il letto di casa tua può avere.

Sono tutte cose che la guerra ha tolto a centinaia di migliaia di persone e, come ci ha detto ieri Federica, la guida che ci ha mostrato il campo di Sachsenhausen: “possono portarti via il lavoro, i tuoi cari e la dignità ma non la coscienza”.
Quella coscienza, così forte, ha resistito per anni ed è arrivata fino a noi ed è il motivo per il quale noi tutti siamo qui oggi.
Non dimenticate mai di portare nella vostra valigia quello spirito che nessuno è mai riuscito a soffocare.

Classe 5E, Liceo Spallanzani, Reggio Emilia

Lo spirito nella valigia
Le ragazze della 5E parlano davanti agli altri viaggiatori nel momento conclusivo del Viaggio.