Credo che quello che ci ha insegnato questo viaggio sia molto di più di un “come funziona una camera a gas” o “vedere un campo di concentramento”, secondo me. CI ha lasciato vivere direttamente nei luoghi e toccare con mano ciò che è stato l’Olocausto.

Ha fatto avvicinare studenti da scuole e classi diverse, che magari non avevamo mai parlato prima, nel condividere questa settimana hanno avuto la possibilità di avvicinarsi.

Credo che sia questa la vera magia; un detto dice: “l’unione fa la forza” e sono convinto che grazie ad istoreco, che ci ha proposto questo viaggio, alle guide di istoreco, che ci hanno accompagnato passo passo in questo percorso, ai nostri professori, con i quali abbiamo stretto un rapporto che va oltre l’aula, ma soprattutto grazie a noi giovani, ragazzi e ragazze, sono convinto che insieme, ora, abbiamo gli strumenti.

Parlo di strumenti, perché è con questi elementi che possiamo costruirci un pensiero e non essere schiavi di quello che ci viene “detto” o “raccontato”, perché una mente che pensa fa molta paura!

Ognuno di noi ora è stato colpito da una visita particolare o meno, ma di sicuro ciò che conta è il percorso, che ci ha dato le basi e le fondamenta per poter avere una propria idea, un proprio ritorno da questo percorso.

Io per vari motivi penso sempre che in tutte le cose ci sia sempre una parte positiva e una negativa; ecco, faccio fatica a dire che nel nazismo sia così. Perché vedendo le atrocità, il sadismo, il cinismo, con cui i nazisti trattavano gli ebrei, le persone autistiche o portatori di qualche disabilità, gli omosessuali, o semplicemente altri popoli, mi sorgono spontanee alcune domande:

“Ma queste non sono persone?”.

“Non meritano davvero di vivere solo perché qualcuno dice che sono diverse?”

Di conseguenze mi viene da farvi un’altra domanda: “Ma se vi girate e guardate la persona che avete affianco, o il vostro compagno di stanza durante questo viaggio, non è diverso da voi?” fisicamente, caratterialmente e storicamente, avete due passati diversi, due storie diverse, ma non per questo lui non merita di vivere, o di essere disumanizzato.

La diversità è un valore aggiunto, che ci rende esseri umani.

A Pirna abbiamo visto i primi esperimenti di camere a gas e di cremazione da parte dei nazisti, verso quella parte di popolazione “diversa” che non meritava di vivere, secondo i nazisti.

A Terezín: un campo di pura finzione, di sadismo, e di morte.

Nella cripta dell’operazione “Antropoid”: dove i paracadutisti, sono stati portati al suicidio, solo ed unicamente per recare a loro oltre che una morte dolorosa, anche per impartire una lezione al popolo tramite l’uso del terrore.

Terrore… che parola orribile.

Questo viaggio ci insegna, ci lascia qualcosa.

Quello che mi ha lasciato maggiormente, è proprio il concetto che la cultura rende liberi.

 

Classe 5D Chierici

 

Alla scoperta delle finzioni del campo di Terezin