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Durante questo viaggio della memoria ho colto aspetti a cui non avevo mai pensato, come l’importanza dei civili tedeschi. A loro spesso viene data la colpa ma nessun pensa mai a ciò che hanno dovuto sopportare nei rifugi antiaerei. Non solo colore che vennero ingannati per affrontare il confronto bellico, ma anche i bambini e le madri che vivevamo a Berlino.
Ho scoperto inoltre gli assurdi modi che avevano i dirigenti delle SS per divertirsi come frasi ironiche, luoghi orrendi creati per uccidere ma chiamati non nomi “felici”. Ciò che è ancora più assurdo è la mancanza di morale in ogni campo, vendevano anche le ceneri ai cari dei deportati. Ai loro parenti veniva dato un contenitori con le ceneri raccolte dal suolo o generate da materiali casuali, non quelle dei famigliari.

Luca Albanese – classe 5A, Istituto Motti Tecnico

Morale
Il campo di Sachsenhausen, luogo di dolore, di inganni e di dolorose menzogne.