Indimenticabile, toccante, educativa, attuale, necessaria. Sono solo alcuni dei tanti aggettivi che si potrebbero utilizzare per descrivere questa esperienza e le emozioni che è stata capace di suscitare in noi. Vedere con i nostri occhi i luoghi in cui è avvenuto ciò di cui abbiamo sempre sentito parlare ha dato concretezza ai disumani eventi della Shoah. Quando abbiamo visto i filmati che mostravano la vita quotidiana degli ebrei prima dello sterminio abbiamo preso consapevolezza di quanto sia fragile la stabilità della nostra vita.
Grazie alle parole della nostra guida, Margherita, abbiamo compreso come per gli internati il concetto “la speranza è l’ultima a morire” non valga sempre: ci si riteneva più fortunati a trovare la morte piuttosto che continuare con quella vita, una sofferenza indescrivibile.

Al contempo, inaspettatamente, alcuni di noi hanno sentito questa esperienza tanto surreale e inconcepibile, al punto tale da non riuscire a rendersi pienamente conto di tutte le atrocità che si sono verificate nel campo e delle storie che la guida ci ha raccontato.
Gli oggetti personali, l’ingresso nella camera a gas e le testimonianze fotografiche presenti ad Auschwitz 1 ci hanno permesso di instaurare un legame emotivo più intenso con questa tragedia e realizzare quante vite sono state spezzate.
Nonostante tutti sappiano, l’uomo continua a ripetere gli stessi errori.
Sta a noi riuscire a interrompere questo ciclo continuo di violenza.
Il futuro non si cancella.

Per questo motivo vogliamo ringraziare Istoreco per averci dato la possibilità di ripercorrere la storia attraverso gli occhi del presente.

Classe 5i, Liceo Aldo Moro

 

Al cammino nel fango dei vecchi sentieri di Birkenau, per una scoperta necessaria.

Al cammino nel fango dei vecchi sentieri di Birkenau, per una scoperta necessaria.