Si vede che è tutto vero e non è un film.
Lì si è fermato il tempo.
Gli oggetti ci sono ma le persone non più e anche i sopravvissuti sono morti. Sembra di essere in quell’ epoca e di tornare indietro nel tempo.
I disegni dei bimbi si legano al nostro indirizzo di studi. È disumano interrompere la vita dei bimbi. Questo mi tocca molto. Non c’è attenzione proprio per nessuno. Come si può fare qualcosa del genere?
Pirna: mi hanno colpito le storie delle persone a cui è stata tolta la vita perché considerate persone inutili. Cosa vuol dire vita degna o non degna di essere vissuta? Ancora oggi vengono sottovalutate le persone disabili.
La porta della morte: le persone che sono passate di lì avevano sogni…sono stati interrotti.
Cimitero: mi ha colpito il numero impressionante di vittime innocenti.
La foto di una famiglia: rappresenta cosa può causare la guerra, è morire senza un motivo logico.
La scritta il lavoro rende liberi: fa effetto passarci sotto. Entrare lì era come firmare la propria condanna a morte.
Il mio gruppo classe a Pirna. È stato formativo stare insieme tanto tempo e adattarsi ai bisogni e alle esigenze degli altri. Prima di questo viaggio non eravamo mai stati 24 ore su 24 insieme per così tanti giorni. Siamo un gruppo e facciamo le cose insieme.

Questo viaggio è stato difficile in certi momenti. Difficile perché in questi posti qualcuno è entrato ed è morto. Prendiamo le cose sotto gamba nella vita, perché la nostra quotidianità è libera dai problemi, loro senza avere colpe non hanno potuto scegliere. Nel viaggio ci sono state cose semplici e cose pesanti. Abbiamo visto cose che sapevamo, ma che non avevamo mai preso sul serio.
Mi fa male che si affossi il passato per come si sta comportando lo stato di Israele oggi.
Non si può fare di tutta l’erba un fascio.

5C Galvani

 

Terezin, dentro e fuori allo sguardo