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MARCO – GIULIA U.
Nonostante le molteplici testimonianze, spesso inquietanti, per noi che viviamo in un’epoca diversa per molti aspetti non è facile comprendere pienamente che cosa fu l’olocausto in tutte le sue forme.
Non si può che accettare il dolore del ricordo, per rendere potente almeno la speranza di una dignità per il futuro. Una dignità che lo Sterminio ha negato un tempo e ora il silenzio si squarcia in un vuoto. La speranza vuole che quel vuoto sia colmato di umanità.
L’umanità ha vinto: dobbiamo ricordarlo ogni giorno; perché la violenza è sempre la strada più facile da percorrere e può condurre a un estremo assurdo di sofferenza.

PAOLO
Non immaginavo neanche lontanamente la vastità del campo di concentramento adibito poi a sterminio. Impossibile immaginare quanto queste povere persone abbiano sofferto il freddo, la fame e la fatica.
Ad Auschwitz 1, la vista di capelli e utensili mi ha provocato un sentimento di oppressione e tristezza incredibili. Anche entrare nella camera a gas mi ha suscitato paura, una paura incondizionata di cui non capivo il motivo.

MARY
Ho visto con i miei occhi quali cose abominevoli e distruttive la mente umana possa elaborare e realizzare. Auschwitz è la dimostrazione di quanto l’uomo, senza usare la ragione (o meglio usandola nel modo peggiore possibile) possa toccare il fondo.
Osservo le orme del Male, interrogo percezioni e sentimenti: e la parola si spezza, svanisce, dilaga nel silenzio. Nel silenzio perché, in fondo, si rimane spiazzati da una crudeltà così grande, che non si riesce a concepire.

CRISTINA
Quello che è stato va al di là di qualsiasi comprensione umana. Difficile anche soltanto immaginare che l’uomo possa compiere azioni così efferate. Uomini, donne e bambini privati della loro dignità e poi della vita.
Vedere i disegni fatti dai bambini, che vissero tutto ciò fino ad acquisire consapevolezza di quanto stava accadendo, è statoper me un grande colpo al cuore.

FEDERICO
Credo sia stato il punto più basso, il fondo, per l’uomo. Ciò che crea sconforto più di tutto nel visitare questi luoghi in prima persona è l’evidente pianificazione di questo odio, come se per le SS fosse normale fare tutto questo: era il loro lavoro. Questo spaventa. Questo mi atterrisce.
Non si può nemmeno immaginare una cosa del genere. Se non fosse realmente successa e me ne parlassero, crederei certamente che sia impossibilemettere in atto un piano del genere. È ridicolo ed insensato, quasi ripugnante, non provare una sincera fitta al cuore visitando quei luoghi e restare nell’indifferenza. L’uomo è diventato un connubio tra bestia feroce e preciso calcolatore e relegava altri uomini alla condizione di animali, uccidendone ogni pudore, stracciandone ogni dignità, annientandone ogni voglia di vivere. Non si può chiamare uomo chi ha messo in pratica tutto questo.

Ragazzi della classe 5I, Istituto Cattaneo-Dall’Aglio di Castelnovo Monti

Pensieri nel vento – 3 di 3
Altre riflessioni dei ragazzi e delle ragazze del Cattaneo durante la commemorazione a Birkenau.