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Anche dopo Auschwitz è difficile comprendere a pieno l’estrema sofferenza, il terrore, la speranza, la voglia di vivere di quelli che sono stati deportati in questa ingegnosa macchina di sterminio ma ancora più difficile è capire cosa ha spinto degli esseri umani ad uccidere, torturare e massacrare quelli che sono i loro fratelli e sorelle.

Laura

 

Si cammina lentamente tra alberi spogli senza foglie tristi e apparentemente “soli” come tutti coloro che entrano nell’inferno: nudi disperati e umiliati ma uniti nella nostra stessa memoria.
Gli alberi sono ancora lì pronti ad aspettare di essere ricordati; non di cosa sono ma di come potevano essere.

Asia Barbieri

 

Non credo sia realmente comprensibile con quanta maestria in molti finsero con indifferenza che l’Europa non venisse macchiata da così tanta morte, né di come la maggior parte delle persone scelse di non saper più distinguere ciò che erano costretti ad essere imposto dal contesto malato nel quale erano immersi, cancellando ogni valore naturale impartitogli nella loro vita, accompagnando così facendo la morte verso gli ebrei. Ma forse comprendere il dolore di una marea di vite spezzate o ciò che spinse a molte persone a girare la faccia non è la chiave per sbloccare le nostre future idee per la spensieratezza, piuttosto l’unica arma per far sì che ognuno viva così come deve essere.

Alessia Gargiulo

 

Quest’esperienza mi ha insegnato a dare più valore alla famiglia, ai miei amici e a tutto ciò che ad oggi possiedo.

Emanuela

 

Questa esperienza ha suscitato in me tristezza e rabbia.
È inaccettabile tutto quello che è accaduto.
Ed oggi penso che bisogna fare in modo che non accada mai più.

Erika

Pensieri nel vento
Le ragazze della 4E leggono le riflessioni collettive di fronte ai loro compagni e alle loro compagne di viaggio.