Oggi torno da un viaggio che non dimenticherò mai.
Ho camminato per i sentieri di Auschwitz, ho visto le baracche, ho toccato i fili spinati. Ma più di tutto, ho sentito il peso dell’orrore che si è consumato in quel luogo. Torno a casa con il cuore pesante, molte domande e altrettanti insegnamenti, ma anche con una rinnovata determinazione.
Quello che ho visto e provato a vivere lì mi ha spinto a riflettere profondamente sulle conseguenze dell’odio e dell’indifferenza. Auschwitz non è solo un luogo fisico, ma un simbolo dell’abisso dell’umanità. Ciò che hanno provato non è possibile descriverlo, un dolore così immenso, violenza, privazione. Non si viveva, al massimo si sopravviveva. È così difficile immaginare una situazione simile.
È un posto che ci ricorda che dobbiamo opporci con tutte le nostre forze all’odio, alla discriminazione e all’ingiustizia, ovunque esse si manifestino.
Il mio viaggio ad Auschwitz è stato un richiamo alla responsabilità. Ognuno di noi ha il dovere di difendere i valori dell’umanità e di opporsi alle forze che cercano di annientarli. Non possiamo restare in silenzio di fronte all’ingiustizia, dobbiamo alzarci e agire. Torno a casa con l’obiettivo di non essere indifferente, perché a volte basta così poco. Ho capito che non dobbiamo essere eroi, ma che ognuno di noi nel suo piccolo può fare qualcosa.

Chiara Domenichini – Classe 5F1, Istituto Cattaneo Dall’Aglio

 

Il fiore bianco lasciato da Chiara lungo l’ultimo binario di Birkenau

Il fiore bianco lasciato da Chiara lungo l’ultimo binario di Birkenau