Rosso Malpelo aveva i capelli rossi. Rosso Malpelo era un ragazzo cattivo.
Perché cattivo? Qui non c’è perché.
Non vi era “perché” per l’odio verso Rosso Malpelo, non ci sarebbe stato “perché” nel farlo sparire. Ma lo avrebbero volentieri fatto sparire. La gente avrebbe volentieri fatto sparire tutti i Rosso Malpelo del mondo pur di eliminare i ragazzi cattivi.
Se noi siamo la nuova politica, l’economia di domani – poiché la guerra è politica ed economia – non c’è “perché” da comprendere.
Ma non ci può essere un nuovo Rosso Malpelo. Non c’è disperazione che scusi e giustifichi l’odio ingiustificato verso chi ci ha intrinsecamente fatto un torto che in realtà non esiste.
Non ci siamo mai potuti permettere di decidere della vita degli altri, né tantomeno di decretare chi fosse il Rosso Malpelo di turno. Eppure abbiamo provato ad ucciderli tutti. Ci stiamo provando ancora.
Non possiamo più essere “la gente” che puntò il dito e poi il fucile contro i Rosso Malpelo della storia. Non c’è Rosso Malpelo al mondo che meriti di essere definito tale e di morire per questo.

Irene – Classe 5J, Liceo Russell

 

In quello che un tempo era il quartiere ebraico di Tarnow

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