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Appena ho visto dal finestrino del pullman le baracche dove dormivano i prigionieri di Auschwitz, mi è tornato in mente tutto quello che i nazisti hanno fatto a milioni di persone e a tutto quello che ho visto, sentito o studiato.

Non tutti, anzi quasi nessuno può realmente immedesimarsi fin dentro a tutto questo orrore, ancora più assurdo è il fatto che quello che è stato commesso nei riguardi degli Ebrei non è stato effettuato da degli alieni, ma da veri e propri esseri umani, difficile poterli definire così, uomini senza pietà, senza cuore e senza animo.

Il primo campo che abbiamo visitato è stato Birkenau, il campo più grande fra quelli visitati. Ripercorrendo il tratto in cui il treno portava le varie persone e in cui le stesse venivano smistate ha suscitato in me un senso di angoscia. Tutto quello che abbiamo visto lascia in qualche modo un segno indelebile.

Non si può di certo restituire l’identità, la vita e le lacrime cadute per quelle milioni di persone che hanno perso la vita per colpa di un pazzo senza cuore, possiamo però ricordare il passato ed evitare che quelle camere a gas e le leggi razziali si ripetano per poter vivere normalmente e civilmente in società.

Raffaella Rizzo, classe 5A, Istituto Motti Alberghiero

Segno indelebile
Alla fine dei binari, a Birkenau. La conclusione ultima e definitiva. Foto di Nicola Fornaciari.