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Il pensiero di Mattia corre ai tempi del muro che tagliava in due Berlino

Il Viaggio della memoria 2017 a Berlino, per noi ragazzi dell’istituto Filippo Re della classe 5D, è stato fino ad oggi, un tipo di viaggio diverso, cioè non specifico sulla seconda guerra mondiale e sul tema dell’olocausto. Questo proprio perché il nostro percorso ha privilegiato temi riguardanti l’architettura di questa città che, ai nostri occhi non abituati a una realtà così grande grande, risulta molto dispersiva. Berlino ha infatti diverse piazze e monumenti importanti sparsi un po’ ovunque, una città a nostro parere difficile da visitare in così poco tempo ma grazie alla fantastica organizzazione di Istoreco abbiamo visto tanto ed approfondite le cose essenziali.

Questa dispersività è dovuta, secondo noi, alla presenza del muro di Berlino costruito nel 1961 e caduto nel 1989 “grazie ad un biglietto in tasca” di un funzionario della DDR di nome Schabowski e il suo orgoglio nel rispondere alla domanda di un giornalista italiano. Per colpa di questo muro, Berlino era divisa letteralmente in tutto e per tutto in due città anche sottoterra, di conseguenza aveva due centri, due stazioni e diversi aeroporti insomma era divenuta da una parte Berlino est e dall’altra Berlino ovest e la cosa che colpisce di più, è che anche le persone (di Berlino est per la maggior parte) non potevano più vedersi e non potevano più andare dall’altra parte. Vedere con gli occhi questo muro e provare la sensazione che hanno vissuto sulla propria pelle tante persone come la nostra guida, è stato davvero straziante, ti sentivi soffocato, senza libertà e anche senza identità… essere tutti uguali senza diversità ma ognuno di noi ha idee ed esigenze diverse.

Mattia De Bianchi – 5D Istituto Filippo Re – Reggio Emilia

 

Senza identità
Guardare Berlino attraverso il varco di un muro