“I sogni che alimentano la vita”. Questa è la prima frase che mi è venuta in mente durante la visita alle fosse comuni a Tarnów, dove i nazisti negli anni Quaranta del Novecento gettavano i cadaveri degli ebrei e non solo, ancora vivi, senza alcuna pietà. A partire dai neonati fino ad arrivare ai più vecchi. Pensare al fatto che quei bambini non abbiano potuto inseguire i loro sogni, cioè la cosa che dà un senso alla nostra vita, mi fa capire quanto a volte l’essere umano possa essere crudele.
Tarnòw era una cittadina vicino a Cracovia che venne trasformata in un ghetto ebraico.
Io credo e spero che dagli errori prima o poi impareremo qualcosa, perché si sa che da ogni veleno nasce un antidoto.”

Betim Zeqaj – Classe 5F, Istituto Scaruffi Levi Tricolore

 

Il memoriale per i bimbi uccisi nel bosco a poca distanza da Tarnow

Il memoriale per i bimbi uccisi nel bosco a poca distanza da Tarnow