“Il sole splendeva e non se ne vergognava”.
Tale citazione, inscritta sul monumento del cimitero ebraico di Tarnow, ci ha fatto riflettere sull’indifferenza delle persone che assistevano alla tragedia, ma che pur di sopravvivere, obbedivano agli ordini, così come il sole, che nonostante simboleggi vita e speranza, continuava a splendere indipendentemente dall’oscurità e lo strazio dell’Olocausto.

Ciò è la causa dell’impotenza dei singoli individui di fronte a un sistema organizzato. Noi giovani per riuscire a non lasciarci più ingabbiare da paure come queste e reagire ai nuovi pericoli, ma soprattutto sapere riconoscere sul nascere i primi segnali di violenza e sopraffazione, dobbiamo utilizzare l’arma della conoscenza. Quindi occorre coraggio, attenzione, interesse per le altre persone e per quello che ci circonda per affrontare e saper leggere la realtà. Lo studio è la partecipazione attiva alla vita di comunità così come il confronto con gli altri. Questi sono elementi che contribuiscono a sviluppare un pensiero critico, fondamentale per riuscire a individuare i pericoli.

Nel silenzio abbiamo accolto i nostri più umili pensieri, grazie alle voci narranti di coloro che hanno provato a cogliere il Vero dell’accaduto e che hanno dato voce al passato, al nostro Passato.

Ci auguriamo che queste sensazioni di terrore ci servano per capire e capirci, restituendoci la capacità di assorbire il Tutto, pur conservando la memoria dell’Orrore e assumendo un atteggiamento di deferenza, in modo tale da evitare che si possa manifestare un nuovo Incubo.

Nonostante ciò, ci interroghiamo su quale sia lo strumento mancante all’umanità e a noi uomini tutti, per costruire una convivenza nella pace. Diamo tempo all’Uomo, aspettiamo, e fermiamoci senza puntare ancora una volta il dito della repressione verso l’altro.

Classe 5H, Istituto Canossa

 

Il momento del confronto e delle riflessioni al termine del primo turno, a Birkenau.

Il momento del confronto e delle riflessioni al termine del primo turno, a Birkenau.