Sotto la neve che cade, come
lacrime dal cielo,
due cuori si avvicinano
in un Bacio, nel gelo.
Ad Auschwitz nell’ombra
della morte, si abbracciano stretti,
sperando che il loro amore sia un raggio
di luce in un mondo distruttivo.

In un luogo dove il male
regnava sovrano,
sboccia un fiore d’amore,
così puro e soprano.
Tra il filo spinato e il
freddo della notte,
si scambiano un Bacio, sotto
il cielo ignoto.

La neve cade come una coperta,
un velo che nasconde il loro segreto,
mentre il mondo ignora, nel suo torpore,
il loro gesto coraggioso e discreto.
Lontani dal mondo ma uniti nel cuore,
si abbracciano nell’abisso, senza timore.
Auschwitz può spegnere la vita,
ma non l’amore.

Sotto la neve che cade, come
lacrime dal cielo,
due cuori si avvicinano
in un Bacio, nel gelo.
Ad Auschwitz nell’ombra
della morte, si abbracciano stretti,
ignari del destino che li
attende, freddo e perfido.

Nell’aria un gelo di terrore,
mentre si scambiano un Bacio,
nell’illusione di un amore
eterno senza spazio.
Ma il rombo crudele dei fucili squarcia
il silenzio, come un colpo al cuore,
mentre il loro amore
si spezza nel crudele dolore.
La neve rosso sangue,
macchiata dalla loro fine,
mentre il mondo assiste, impotente,
al loro tragico confine.
In quel giorno di neve sporca,
nell’ultimo bacio appassionato,
il loro amore sfida la morte,
nell’eternità ritrovato.

Luca Francia – Classe 5F, Istituto Galvani Iodi

 

Il garofano che ogni studente lascia a Birkenau dopo la commemorazione, Foto L. Francia

Il garofano che ogni studente lascia a Birkenau dopo la commemorazione, Foto L. Francia