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“E so una cosa in più: che l’Europa del futuro non può esistere senza commemorare tutti coloro che, non distinguendo alcuna nazionalità, sono stati uccisi in quel tempo con completo disprezzo ed odio, sono stati torturati fino alla morte, spirati per la fame, gassati, inceneriti e impiccati.”          Andrzej Szezgyonski

12 febbraio 2020, Campo di Sachsenhausen, Oranienburg

Siamo fermi davanti alle camere a gas, quelle stesse camere dove centinaia di vittime sono state gassate.
Leggiamo una citazione; immediatamente il nostro pensiero ricade sulle fatiche, sul dolore e sulle condizioni che torturavano incessantemente gli internati.
Allora la diversità di quelle persone non è un problema, piuttosto una ricchezza, un punto di forza.
Guardiamo dentro noi stessi,
Superiamo i pregiudizi,
Cerchiamo di rispettare “l’altro”.
É importante il volto dell’altro, proiettarcisi dentro, diventarne responsabili.

Riccardo Magnani, Noemi Messori, Samuele D’Alessandro, Pierfilippo Riva – Classe 5F, Liceo scientifico Gobetti, Scandiano, Bus 4

Una cosa in più
Il fiore bianco dei viaggiatori Istoreco, davanti al monumento per le vittime del campo