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“Forse arriverà cosi il giorno in cui riusciremo a seppellire in una grande fossa i pregiudizi, l’odio e la guerra”.

Mio nonno mi ricorda sempre che il ricordo più doloroso che suo padre aveva della guerra era, oltre alla fame e al freddo, il dover lasciare ogni giorno amici e parenti sui campi di battaglia. Diceva che prima di sparare chiudeva gli occhi. Il suo ricordo più brutto era quello di aver dovuto ignorare la pietà che gli ispiravano i suoi compagni feriti che gli si aggrappavano alle braghe implorando aiuto non riuscendo a scappare durante le ritirate. Sapeva che non li avrebbe più visti. Non ci è possibile capire, non ci è possibile immaginare cosa si possa provare.

Non ci è possibile comprendere come ci si possa ammazzare cosi, per un motivo così futile come la guerra. Non è possibile trovare dotte citazioni, valide ragioni che possano spiegare quello che gli uomini sono in grado di fare. Forse non è nemmeno necessario comprendere quello che è successo ma occorre non dimenticarlo. Forse arriverà cosi il giorno in cui riusciremo a seppellire in una grande fossa i pregiudizi, l’odio e la guerra. Le parole scolpite sulla pietra del cenotafio di Hiroshima sono “Riposate in pace perché questo sbaglio non sarà più ripetuto”.


Giulia Fantini – 4I Istituto Zanelli – Reggio Emilia

Una grande fossa
A Treuenbrietzen, dove 127 IMI italiani vennero uccisi. Solo 4 i superstiti.