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Il giorno 10 febbraio 2020 siamo partiti per il viaggio della memoria a Berlino. Il 13 febbraio abbiamo visitato il museo della “Topografia del Terrore”.

Innanzitutto bisogna sottolineare che non si tratta di un museo commemorativo ma di un’esposizione relativa al periodo definito “del Terrore”, compreso tra il 1933 ed il 1945, basata su documenti e fotografie.

La nostra guida ci ha mostrato le differenze tra un arresto del 1934 ed uno del 1943.

Nel primo documento possiamo vedere la meticolosità con cui è stato compilato, il secondo non è nemmeno stato compilato e la motivazione dell’arresto è estremamente vaga. Un’altra differenza è il tempo in cui sono rimaste intrappolate nel sistema prima di perire: la prima persona è morta dopo 8 anni, la seconda invece dopo solo 5 mesi.

Tutto ciò accadde in seguito alla decisione della “Soluzione Finale” avvenuta nel 1942, che concesse un enorme potere alle SS (Squadre Speciali) ed alla Gestapo (Geheimnisse StaatsPolizei, la polizia segreta) che utilizzarono la politica del “Terrore”, ovvero infliggere pesanti pene e punizioni, molto spesso senza fare alcun processo. Questa politica spaventava le persone, che si dimostravano molto inclini a fungere da spie e a denunciare persino persone molto vicine a loro.

Queste testimonianze non venivano nemmeno verificate, quindi il numero di arresti ingiustificati aumentò radicalmente ed a causa di ciò divenne necessario costruire più campi di concentramento.

Un primo esempio è quello di un pianista che ha espresso il suo pensiero su Hitler ad una cara amica di famiglia che lo ha denunciato alla Gestapo.

Classe 5C, Istituto Gobetti, Scandiano

Una vera lezione di storia
Le classi del Viaggio all’interno della struttura che oggi ospita “La topografia del terrore”