« Indietro

Era questa la parola associata al popolo ebraico, “sotto persone” tradotto letteralmente, o meglio, sottostanti, inferiori a tutti gli altri, anzi, inferiori alla razza perfetta, gli ariani.

È alquanto disumano giudicare una persona in base alla sua provenienza religiosa.

Hitler però la pensava così, e così lo pensavano gli altri.

Non pensate che Hitler abbia fatto tutto da solo, le persone ne erano consapevoli e hanno contribuito ad aiutarlo. Ovvio, chi per paura di morire sicuramente, ma vi era anche una parte che urlava “mein Führer”, per venerarlo.

Non pensate che con il passare degli anni nonostante gli accaduti le cose siano cambiate. La classe sociale attualmente tende comunque ad etichettare la persona per la razza, per il sesso, per la religione e per il colore della pelle, e forti discriminazioni sono presenti tutt’ora.

Wir sind alle Untermenschen.

Noi siamo tutti sottostanti o inferiori a qualcosa o qualcuno.

Capi politici, dress code, ideologie, consumismo e tanto altro… stiamo perdendo il valore del nostro essere.

Ricordiamoci che i nostri antenati e tutte le persone che hanno sofferto in passato, hanno sperato in un futuro migliore, ma non sempre stiamo dimostrando di farne parte.

Alessia Barbari, classe 5H, Istituto Scaruffi-Levi-Tricolore

Untermenschen
Il Libro dei Nomi al memoriale di Auschwitz I: “siamo tutti sotto qualcosa o qualcuno”.