Guardare queste valigie mi ha fatto riflettere sulla velocità in cui la vita di queste persone sia cambiata. L’unica cosa che a loro era rimasta è una valigia, la quale conteneva le ultime cose riuscite a prendere prima di lasciare la loro casa, probabilmente per sempre. L’odio ha portato via la felicità, la spensieratezza, la tranquillità, la quotidianità di questa gente che non hanno avuto scelta, si sono dovuti preparare in fretta per avere una morte logorante e ingiusta. Il nome sulla valigia fa capire come queste persone avessero la speranza di tornare a casa e di non perdere quel poco che gli era rimasto.

Giusy Arabia – Classe 5F, Istituto Scaruffi Levi Tricolore

 

I cumuli di valigie e borse sottratte alle vittime della Shoah

I cumuli di valigie e borse sottratte alle vittime della Shoah