Quello che mi ha colpito di più è stata la stanza dove venivano puniti gli ebrei presenti nel campo di concentramento. Ho provato una sensazione di orrore nell’immaginare 70 persone muoversi nella stanza per arrivare alla finestrella e respirare, e riuscire a vivere senza cibo.
Sofia Benevelli Ferretti 5R Istituto Zanelli

Nelle cupe, strette stanze di Terezin